NotizieInRete 430 - 13/12/2017

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Cosa è avvenuto all'Happening della Solidarietà di Palermo

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di Elisa Furnari

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Serve un'agenda sociale condivisa, passando dalle Coesioni Culturali; Happening da Palermo anticipa e risponde alla fotografia del Censis, la "nuova" Politica regionale diserta. 

 

Palermo - "Il rimpicciolimento demografico del Paese, la povertà del capitale umano immigrato, la polarizzazione dell'occupazione che penalizza l'ex ceto medio. L'immaginario collettivo ha perso la forza propulsiva di una volta e non c'è un'agenda sociale condivisa" . La fotografia del Censis contenuta nel 51° Rapporto sulla situazione sociale del Paese racconta di un "rancore" che può trovare soluzione solo in un processo di coesioni culturali che spingono il Paese alla riscoperta dei valori di solidarietà sociale quale fattore determinate di uno sviluppo reale fatto di economie partecipative. 

Sono stati questi gli assi attorno ai quali si è mosso il lungo dibattito del 18° Happening della Solidarietà che ha riunito a Palermo le maggiori sigle del Terzo Settore in un'agorà fatta di confronti e proposte, tutte direzionate verso la necessità di partire dalle Reti e dalle forti interconnessioni pubblico - private per costruire quelle che Giuseppe Notarstefano, economista e Vicepresidente di Azione Cattolica, ospite di Happening, ha definito "Le tre sfide del futuro: creare buon lavoro, di rimettere al centro le persone tornando al protagonismo dei territori e di trasformare l'economia".

"Serve una nuova economia, che punti su lavoro e reddito e non su finanza e rendita" aveva affermato Sergio Gatti, Direttore Generale di Federcasse, protagonista della sessione di apertura dell'evento marchiato Consorzio Sol.Co. A partire dai provvedimenti urgenti per il Governo per rilanciare lavoro ed economia che Gatti aveva annunciato a Cagliari durante la Settimana Sociale e ripreso nel capoluogo Siciliano, l'Happening ha ospitato un dibattito serrato sul nuovo sistema di politiche attive del lavoro con il contributo di Anna Chiara Giorio di ANPAL che ha evidenziato la necessità di collegare le competenze formali con quelle informali tipiche del mercato del lavoro ribadendo il senso dell'alternanza Scuola-Lavoro e il ruolo delle imprese, specie a vocazione sociale, come luogo ideale per rafforzare competenze spendibili e mai scevre dalla riflessione sull'elemento identitario del lavoro, l'affermazione di se stessi verso un bene comune e condiviso. Offrire al paese una strategia complessiva che leghi il fronte della formazione e dell'occupazione con quello del Contrasto alle Povertà. A 24H dall'avvio del REI, con la Presenza di Lorenzo Lusignoli di Cisl e Luca Fanelli Ricercatore per il monitoraggio del SIA, l'Happening ha registrato l'inizio della "Fase 2", uno step fatto, ancora una volta, di "connessioni" tra le organizzazioni dell'Alleanza Contro le Povertà in Italia che oggi si trovano a dover replicare e possibilmente estendere la Rete d'intervento perché Rei significhi non solo sostegno economico ma soprattutto accesso - anche per chi è povero - ai servizi. 

Questo è l'interrogativo che emerge dalle parole di Edoardo Barbarossa, Presidente di Fondazione Ebbene "la sfida che ci aspetta è quella che mette in relazione le persone con la rete dei servizi, accompagnandole in questo percorso di riscatto che deve essere possibile"?.

Il secondowelfare, e cioè "tutto quello che deriva dall'azione di attori privati che sono in stretta relazione con l'attore pubblico, come ha sottolineato Chiara Agostini anche lei tra i volti di Happening 2017, è il terreno su cui muoversi e non solo nel campo delle politiche di contrasto alle povertà ma anche quando si opera per l'accoglienza e inclusione dei migrati, tema che ha aperto la seconda giornata di lavori coinvolgendo Unicef, MSF, Fondazione Migrantes, Comunità papa Giovanni XXIII e Opera Don Calabria.

"Etica è la parola chiave", ha affermato Paolo Rozera di Unicef, risvegliare le coscienze anche davanti alle strumentalizzazioni del fenomeno migratorio, contrastare il rancore sociale (che Censis ha descritto) per generare un sistema di accoglienza efficiente ed efficace. "In Italia, ha spiegato Giuseppe De Mola di MSF, a fronte di circa 200.000 richiedenti asilo troppe solo le persone che non entrano nel circuito dell'accoglienza o escono dal sistema e si ritrovano in strada (6-7 su 10)".

Il tema degli "esclusi" è stato il grande interrogativo che si è inserito prepotentemente anche nell'ultimo squarcio dei lavori di Happening quando il cuore del dibattuto è stato "il Dopo di Noi" con la presenza significativa di Giovanni Cupidi, attivista per i diritti delle Persone con disabilità che al Sottosegretario alla Sanità Davide Faraone, ospite di Happening ha detto "Io non ho un progetto di vita: ho ambizioni e voglia di realizzare cose, ma non ho gli strumenti per poterlo fare, se non quelli che in questi anni sono stati messi in maniera autonoma".

Il vero nodo soprattutto in tema di disabilità è la differenza enorme che caratterizza i territori dello stivale, lo stesso sottosegretario ha evidenziato come "Aver dotato il paese di determinate leggi ha comportato per le regioni che stanno più indietro un effetto boomerang, perchè emergono le criticità su un tema che prima era oscurato, non visibile" Il Governo, ha spigato Faraone, ha normato un sistema di tutela e assistenza per le persone disabili che era presente solo in alcune realtà del Paese - come il Caso della Fondazione Dopo di Noi di Bologna che a Happening ha descritto la propria attività dedicata da circa 10 anni al "durante noi Dopo di Noi", estendendola a tutti i territori. Il legislatore ha quindi, in questo come in altri casi, acquisito metodi e strategie dal privato sociale, indice di una Politica che deve abituarsi ad ascoltare, osservare per poi programmare, traendo dal terzo Settore supporto non solo in fase emergenziale ma soprattutto programmatica. Sullo sfondo le aspettative e le opportunità dalla Riforma del Terzo Settore, cuore della sessione formativa di HdS curata da Luca Degani e Gianfranco Marocchi. E' la distrazione della Politica l'unica nota negativa di questa edizione, a fronte di una presenza costante dell'amministrazione comunale - sia con la partecipazione del Sindaco Orlando che dell'Assessore alla Politiche Sociali Giuseppe Mattina - ha registrato invece l'assenza del neo Presidente Musumeci e della Giunta regionale. Un'occasione persa di formazione e informazione per il neo Presidente, così come per gli amministratori degli altri comuni siciliani che sono stati invitati, un'opportunità di conoscere dall'interno i problemi delle comunità, perché a Happening non c'erano solo le "sigle" del Terzo Settore, ma gli operatori, i cooperatori, i rappresentanti dell'associazionismo… quelle parti sociali con le quali il Governatore ha dichiarato di voler operare. Serve che la politica delle regioni e gli enti locali si colleghi con attori come la rete Sol.Co. che producono innovazione e promuovono momenti informativi necessari a questa fase "evolutiva" del welfare, in un contesto di forte crisi della "coesione sociale". 

Siamo certi che Musumeci troverà presto l'occasione per aprire il dialogo, frattanto la Rete Sol.Co. insieme alle tante organizzazioni presenti a Happening continuerà ad operare perché - come ha affermato in chiusura il Presidente di Sol.Co. Francesco Passantino - questo appuntamento che ha portato in Sicilia il cuore del dibattito sui temi più rilevanti per il futuro del Paese, è un nuovo punto di partenza per il welfare che verrà.

 

L'Happening della Solidarietà è un evento annuale che la Rete Sol.Co organizza dal 2000, quale occasione di incontro e dibattito sulle politiche di welfare e che coinvolge ogni anno una città siciliana. In questi anni l'Happening della Solidarietà è cresciuto progressivamente di importanza diventando in Sicilia, anche per l'alto valore scientifico degli interventi, l'appuntamento più significativo e consolidato nel panorama delle iniziative mediterranee volte a promuovere le azioni delle realtà

di Gaetano Merrone e Fabio Musso

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Savona. Comunità e prossimità sono i due concetti alla base del progetto intrapreso, da qualche anno, dalla Cooperativa Solida del consorzio "Il Sestante" di Savona e che ha portato, nelle scorse settimane, all'inaugurazione dell'Ostello "Le Stuoie" ad Albissola Marina. L'ostello è, però, solo un tassello di un complesso mosaico di collaborazioni e sinergie tra vari soggetti che condividono una stessa "vision" e che ha portato ad avviare più progetti. A fianco all'Ostello, infatti, sono nati, nel tempo, Laboratori di Prossimità "Papa Francesco" e Casa Famiglia "Benedetta Rossello". L'idea nasce nel dicembre 2013 quando, l'Istituto Figlie della Misericordia affida la struttura - dove poi sorgeranno le attività - alla Caritas di Savona, espressione diretta della Chiesa locale per la testimonianza della carità, per un servizio innovativo a favore delle persone povere. Nel maggio 2015 nasce, come primo passo, la Casa Famiglia "Benedetta Rossello", una attività di accoglienza per nuclei famigliari in condizione di disagio sociale e relazione, in condizione di emergenza abitativa dovuta allo stato di disoccupazione animata dalla comunità di famiglie Éleos. 

La specificità del progetto prevede che due nuclei condividano quotidianamente gli spazi con gli ospiti accolti favorendo così un contesto famigliare ed offrendo un contenitore affettivo e relazionale nel quale riprendere slancio, energie e speranza per una vita in autonomia. Il passaggio successivo, dopo una lunga gestazione, è quello dell'Ostello Le Stuoie situato nel cuore del caratteristico centro storico di Albissola Marina. 

 

 

In sinergia con tutti i soggetti coinvolti, l'attività parte nell'estate 2017 ed è gestita dalla Cooperativa Sociale Solida, una cooperativa sociale di inserimento lavorativo. Solida, cooperativa di tipo B, nasce nel 2005 dalla volontà dei soggetti che, qualche anno prima, avevano creato il Consorzio "Il Sestante" con la finalità di rispondere a bisogni diversi rispetto a quelli perseguiti attraverso le cooperative di tipo A e che oggi consente a circa 30 soggetti fragili di trovare una collocazione lavorativa. I Laboratori di Prossimità "Papa Francesco" che nascono grazie ad un progetto CEI 8xmille presentato nell'anno 2014 rappresentano l'ultimo tassello del progetto. I laboratori nascono da una analisi del contesto fatta nel 2013. La progressiva e costante chiusura dei siti industriali sul territorio della provincia di Savona non è stata controbilanciata dallo sviluppo di altri settori e il commercio e il turismo non si sono poi dimostrati sufficientemente sviluppati per assorbire i fuoriusciti dal mercato del lavoro del settore industriale. 

A quattro anni dalla progettazione purtroppo la situazione è andata peggiorando tanto che la Provincia di Savona è stata recentemente riconosciuta dal Ministero dell'Economia "area di crisi complessa". 

In questo quadro complesso un'esperienza come è quella dei "laboratori di prossimità", potrebbe essere stimolante ed innovativa. Un tempo e uno spazio "sociale" nel quale le persone disoccupate possano ritrovare senso e dignità per il proprio vivere spesso minato dall'incertezza e dall'impossibilità di lavorare è, senza dubbio, una possibilità notevole. 

L'obiettivo dei laboratori di prossimità "Papa Francesco", nello specifico, è quello di offrire occasioni di formazione, diminuire il senso di insicurezza e spaesamento che si prova in seguito alla perdita del lavoro ed ostacolare i conseguenti processi di esclusione sociale che coinvolgono i singoli e famiglie accolte. 

Attraverso le attività (la ceramica, il cucito, la piccola falegnameria e la trasformazione dei prodotti agricoli), i laboratori si prefiggono l'obiettivo di creare ponti tra settori lavorativi del territorio come l'artigianato e il commercio coinvolgendoli nella parte formativa del progetto. La gestione di ogni laboratorio, anche questo un elemento dirimente, è affidata ad esperti e professionisti (singoli, associazioni, cooperative) che, con continuità o a progetto, prestano la loro competenza e professionalità per animare l'attività del laboratorio stesso: così alla Cooperativa Sociale Agricola Ortocircuito, nata per favorire l'inserimento lavorativo delle persone appartenenti alle fasce deboli, attraverso il recupero dei terreni incolti, è stata affidata la gestione del laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli, all'Associazione ceramisti di Albissola, attraverso l'alternarsi di diversi artigiani, l'animazione del laboratorio di ceramica, mentre il laboratorio di falegnameria è organizzato da una squadra formata da due giovani "mastri" e una restauratrice ed infine il laboratorio di cucito è affidato alla guida di un giovane sarto senegalese accolto presso uno dei nostri centri di accoglienza.

A fianco dei professionisti, che svolgono di fatto il ruolo di tutor formativi, operano gli educatori della Fondazione Diocesana Comunità Servizi onlus, ente gestore della Caritas diocesana, che hanno il compito di sviluppare nuove reti con i servizi del pubblico e del privato sociale, monitorare e accompagnare gli inserimenti, e soprattutto elaborare, insieme con gli ospiti, progetti di reinserimento e inclusione sociale, con particolare riferimento alla casa e al lavoro. La nascita e lo sviluppo di una laboratorio formativo non può che fondarsi sulle relazioni corte che si instaurano innanzitutto tra gli operatori, partner, tutor, volontari e ospiti del servizio. 

Un percorso lungo e importante che testimonia come il lavoro di comunità, la creazione di reti intorno ad idee e progetti possa rappresentare un valore aggiunto notevole e capace di attivare percorsi virtuosi.

 

Il futuro incollato al passato 

Presentato il, 51 Rapporto sulla situazione sociale del Paese realizzato dal Censis, uno sguardo che anno dopo anno di aiuta a comprendere il nostro Paese.