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NotizieInRete 200 - 7 febbraio 2011 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

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Notizie dalla rete

 

- 03-02-2011 - Idea Agenzia per il Lavoro, protocollo con la CCIAA di Catania

- 02-02-2011 - Pordenone, la cooperativa Futura organizza corsi di fotografia

- 01-02-2011 - Asvi: iniziative formative su Pianificazione strategica, social business ed Europrogettazione a febbraio

 

200!

Ridendo e scherzando, siamo arrivati al numero 200. Ogni settimana, quasi sempre puntualmente, nella vostra mail ogni lunedì mattina
Il Piave e la strenua resistenza contro gli alieni Federsolidarietà - il blog sull'inserimento lavorativo

Il Comune di Fossalta di Piave, con i suoi 4 mila abitanti o poco più, saluta i visitatori del suo sito con un amichevole benvenuto e peschi in fiore. Il suo sindaco ha un viso gioviale, il vicino di casa simpatico che tutti vorremmo avere per invitarlo da noi a fare due chiacchiere dopo cena.

Nel Comune di Fossalta di Piave è accaduta l'ennesima incredibile storia di egoismo, di "ordinaria ferocia", razzismo e quel viso sorridente non è di un essere umano. Guardatelo, sembra un uomo ma è un'altra specie, aliena, che si nasconde tra noi ma è  portatrice di virus distruttivi che diffonde per sterminare il genere umano. Molti non lo sanno, ma il virus li si è impiantato dentro e li sta trasformando.

La storia è questa: una famiglia extracomunitaria, cinque figli, l'azienda in cui lavora il padre chiude, non hanno più i soldi per nulla, nemmeno per la mensa scolastica. Maestre e bidelle (umane) cedono il proprio pasto a turno alla bambina, ma il signore sorridente prende carta e penna per diffidarle e fustigarle come responsabili di una "gravissima irregolarità" e di un "danno erariale", appoggiato dalla direttrice (sicuramente aliena, non c'è una foto su internet, ma c'è da giurare che abbia anche lei una faccia sorridente e gentile, basta pensare che di nome di battesimo fa Simonetta, nemmeno Simona): quella bimba non deve avere il suo pasto in mensa. "Se si inizia a dare da mangiare a quella bambina, poi nessuno vorrà più pagare", questo il ragionamento con cui gli alieni tentano di diffondere il virus in mezzo a noi umani. Non bastava perciò infierire su una bambina povera, mandarla a casa con vergogna davanti ai suoi compagni, bisognava sradicare l'umana solidarietà, mattone incompatibile con la "società cattiva" che sola può tenere in piedi le sorti di una classe politica allo sbando.

Per fortuna la specie umana presente in loco e altrove reagisce, in 24 ore più di 2000 commenti all'articolo e una gara di solidarietà a Fossalta e nel resto d'Italia mettono a posto le cose. Una commovente resistenza all'invasione aliena, d'altra parte siamo sul Piave. La storia finisce bene, quindi, la bambina potrà restare con i compagni in mensa. Se non siamo ad un welfare civile, almeno il libro Cuore ci può salvare. Assalto alieno respinto.

Sì, probabilmente finirà così, ma questa storia ci dice che è necessario rimanere sempre vigili, in questi tempi di confusa decadenza e di bunga bunga, sempre con l'indignazione a portata di mano. Sono tra noi, sembrano fatti come noi, ma vogliono sterminarci, a noi umani, facendoci azzannare l'un l'altro convinti pure che ciò risponda ad un senso di giustizia. E non si tratta di fantascienza.

 

Infanzia, dai bisogni ai servizi

Si svolgerà a Genova il 21-22-23 febbraio il prossimo corso organizzato da Idee in Rete su fondi Foncoop. Si riuniranno una ventina di cooperatori della nostra rete che operano nei servizi per l'infanzia.

La prima giornata sarà dedicata a fare il punto sull'evoluzione, normativa e pedagogica dei servizi all'infanzia negli ultimi anni; ci si avvarrà dell'ausilio di Patrizia Lanzoni, membro del direttivo del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia.

La seconda giornata sarà basata su gruppi di lavoro e di scambio all'interno della rete e sarà guidata da Sergio Rivolo e Valerio Balzini.

Nella terza giornata si avrà modo di confrontarsi con Luoghi per crescere, consorzio della Rete CGM e con l'Arca di Trieste.

"L’Italia emanò nel 1971 una Legge quadro che istituì l’asilo nido, riconoscendo il diritto alle madri lavoratrici di poter rientrare nel circuito lavorativo con la consapevolezza di poter contare su un welfare pubblico che provvedesse in maniera complementare ma qualitativa ai bisogni di cura e di educazione precoce. A quarant’anni da quel contesto, a fronte di profondi cambiamenti nella tipologia familiare, con una complessità crescente dei bisogni espressi ed una varietà di servizi offerti da soggetti pubblici e privati ci si interroga sul ruolo del Terzo settore e delle possibili articolazioni delle risposte ai bisogni. Fare rete, proporre innovazione, conoscere buone prassi sono gli ambiti di lavoro che vedranno impegnati i corsisti nelle tre giornate."

Come sempre, è ammessa e gradita la partecipazione, oltre che di coloro che si sono già iscritti al corso, di eventuali uditori, nell'ottica di favorire quanto possibile lo scambio di esperienze interne alla rete.

Continua l'attività del blog "La cooperazione sociale per l'inserimento lavorativo". Questi i post pubblicati nella settimana:

Piano Sanitario Nazionale 2011 - 2013

Il 21 gennaio l'iter di approvazione del Piano Sanitario Nazionale ha visto un importante passaggio con l'approvazione della bozza di piano in Consiglio dei Ministri.

Inizierà ora una fase di consultazione con organizzazioni sindacali, commissioni parlamentari e conferenza stato regioni. Bisogna dire che non abbondano, a una quindicina di giorni di distanza, i commenti in rete e sui siti specializzati, salvo un generale apprezzamento del testo come cornice per la programmazione, pur nelle riserve legate all'incertezza sulle risorse disponibili e dunque alla effettiva possibilità di assicurare i livelli di assistenza. Proviamo ad abbozzare alcune prime impressioni, prescindendo dagli aspetti più tecnici.

Un punto debole è legato al fatto si tratta, come nei casi dei precedenti piani, di un piano sanitario (e non socio - sanitario); gli aspetti di integrazione tra l'altro sono meno presenti che in altre edizioni, le diverse "fragilità", i bisogni legati a disabilità, dipendenze, salute mentale ed età anziana sono piuttosto in secondo piano; si avverte, rispetto a precedenti edizioni, una minore preoccupazione rispetto al fatto che il SSN riesca ad arrivare a tutti i cittadini, compresi quelli che per motivi sociali e culturali faticano ad accedervi.

D'altra parte vi sono elementi positivi degni di nota: il Piano fa proprio il concetto della Carta di Tallinn, della "Salute in tutte le politiche" perché prima di curare è necessario creare le condizioni perché i cittadini stiano bene e per cui è necessario "rafforzare l'investimento in altri settori che hanno un impatto sullo stato di salute della popolazione, usando l'evidenza disponibile sui legami tra lo sviluppo socioeconomico e la salute e quello di rendere il Ssn più rispondente alle esigenze, alle preferenze e alle aspettative della popolazione, riconoscendone i diritti e le responsabilità riguardo alla propria salute... è necessario che settori come quello dei trasporti, dell’energia, dell’agricoltura e dell’industria collaborino per abbattere il più possibile i rischi per la salute che derivano dall’ambiente e dai cambiamenti del clima." E di conseguenza si evidenzia come la politica sanitaria debba mirare a inserire priorità relative alla salute nelle politiche settoriali su aria, acqua, rifiuti e suolo, clima, sicurezza alimentare, inquinanti chimici; ma anche traffico, lavoro, settori agroalimentare, ecc., diffondendo la valutazione d'impatto sulla salute, cioè “un insieme di procedure e metodiche che permettono di determinare gli effetti positivi e negativi prodotti sullo stato di salute della popolazione da politiche, programmi e progetti, in settori anche non sanitari (es. ambiente, urbanistica, trasporti, viabilità).”.

Eccoli lì! A pensar male si fa peccato ma...

NotizieInRete ne aveva parlato tre numeri fa. Dopo tante critiche sui tagli del Governo alla spesa sociale, Tremonti aveva meritato un apprezzamento per la fine di quel tragico dispositivo che, concedendo ai comuni di utilizzare in conto gestione i proventi per la (s)vendita del territorio, ha determinato un decennio di irreversibile devastazione in tante zone del Paese. Questo diceva la legge di stabilità per il 2011. I comuni protestano non riuscendo altro che a vedere in questo provvedimento un taglio delle risorse; e questa settimana possono gioire grazie all'impegno del Governo a ripristinare l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione in conto gestione. Insomma, no a più fondi per il sociale, no al ripristino vero del 5X1000, no a tante cose, ma questo sì.

Bene, noi protagonisti del welfare locale continueremo a fruire indirettamente dello scempio, un asilo nido gestito quest'anno grazie alla concessione di costruire un nuovo condominio, una biblioteca che resta aperta grazie ad un nuovo supermercato.

Vorremo mica essere proprio noi - o proprio i comuni - a non volere questi servizi ai cittadini?

Astuto, tutto ciò, veramente astuto.

 

In questi giorni, sul sito istituzionale del Ministero, il Ministro Brunetta risponde a Marcegaglia, polemizza con Famiglia cristiana, Ichino, Milillo e Vaciago, apprezza De Lise, invita Errani, ospita pareri di sindacalisti che lo incensano. Sarà pure tutto giusto. Ma è troppo chiedergli di aprirsi il proprio blog (e gestirlo nel tempo libero e/o con persone pagate dal proprio conto in banca)?!?

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