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Buon Natale e Auguri per un felice 2011
NotizieInRete ritorna con l'annuario a gennaio. |
| A Natale quasi tutti si sentono più buoni... | Federsolidarietà - il blog sull'inserimento lavorativo | ||||||
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... tranne i bambini disagiati, che, come è noto, al contrario diventano nervosi. NotizieInRete quest'anno solidarizza con loro, abbandona lo stile BBC che lo caratterizza e per un numero si permette qualche graffio. D'altra parte anche l'anno scorso NotizieInRete regalò un edificante racconto natalizio che parlava del rabbioso razzismo che si diffondeva in un corpo sociale sempre più impaurito e disgregato. Difficile dire cosa rimanga oggi, forse si sarà disgregato pure il razzismo in mezzo a tutto il resto?
Il welfare impiccato all'albero dritto Il 16 dicembre il ministero del welfare ha presentato una nota sulla spesa sociale in Italia. L'intento sotteso al documento è evidentemente quello di contrastare le valutazioni (per la verità non così numerose e dirompenti), come quelle più volte espresse su NotizieInRete, di una smobilitazione del welfare del nostro paese. L'argomentazione che implicitamente si legge è che le risorse per il welfare sono rimaste uguali, anzi sono cresciute. Crescono di un miliardo e mezzo i trasferimenti per le invalidità (pag. 11), crescono i fondi per la famiglia perché Inps e Inpdap hanno aumentato la spesa per la reversibilità ai superstiti e soprattutto per i due miliardi del bonus famiglia (erogazione una tantum dai 200 ai 1000 euro a famiglie indigenti), cresce notevolmente l'impegno sul fronte del lavoro, con oltre 15 miliardi in più di trasferimenti per ammortizzatori sociali (pag. 21), cresce la spesa sociale per la casa (pag. 24) consistente tra le altre cose nel caricare sui conti statali l'ICI dei cittadini abbienti (c'è scritto davvero, nella detrazione per ristrutturazioni edilizie e altre voci (sì, anche questo è welfare per la casa). Un minimo di imbarazzo lo si avverte quando vi è da raccontare la diminuzione di due miliardi verso "un’ampia area residuale che fa riferimento al tema della povertà oppure ad alcune categorie ben identificate e circoscritte (immigrati, tossicodipendenti, vittime di usura ed altri)." Sarebbe ingeneroso, soprattutto a Natale, togliere al lettore interessato la possibilità di gustare direttamente (pag. 26) le argomentazioni del paper: in sintesi, il concetto è che se proprio qualche livello locale desiderasse fare qualcosa in questo campo, quando tra qualche anno vi sarà il federalismo fiscale è libero di pagarsele. Solo un periodo, meraviglioso, va assolutamente citato: "Simili prestazioni, che sono erogate in sede locale, si traducono raramente nel riconoscimento di entitlement veri e propri, e rimangono legate a dimensioni di finanziamento che hanno natura molto erratica". (Per la cronaca, entitlement sta per diritti). Un po' giusto un po' no, Signor Ministro. Un po' no perche è vero che l'entitlement non c'è, semplicemente perché di Liveas il Governo non ha più parlato; da quanto si legge qui vi è da supporre che il tema stesso sia stato archiviato senza colpo ferire. Un po' no, perché si potrebbe ben dire che se le fonti di finanziamento sono "erratiche" (da segnarselo!) è perché il Governo le taglia un po' per anno. Un po' no perché, parlando di responsabilità territoriali, le "sedi locali" che dovrebbero farsi carico del welfare sono state spogliate di risorse (vedi ultimo DL 78/2010) e di prerogative (vedi ICI) e perché le misure descritte nel paper sono quasi tutti centraliste (salvo quelle tagliate, i fondi trasferiti alle regioni, appunto). Un po' sì perché forse in futuro vi sarà il federalismo fiscale e anche perché a Natale si è molto più generosi nel concedere ragioni e fiducia. Nella sostanza, il welfare della società attiva si dimostra incentrato sulle misure più passive possibili: trasferire soldi ai cittadini; quando da anni il rapporto Caritas - Zancan sulla povertà, la pubblicazione più autorevole nel nostro paese sul tema, evidenzia come "L’errore è sempre lo stesso: si danno troppi soldi e pochi servizi." Al contrario le politiche di questi ultimi anni hanno via via ridotto i servizi a fronte di trasferimenti monetari assistenziali, sganciati da ogni logica progettuale tesa al reinserimento (che presupporrebbe, appunto, servizi): dalla social card al bonus famiglia, all'assegno per i nuovi nati, si sono succedute misure passive - assistenziali il cui impatto nel superamento delle condizioni di bisogno è nullo e dove la spesa, vista la platea di beneficiari, è elevatissima (per capirci, un misura - bufala come la social card ha un costo pari a tutti i trasferimenti alle regioni dal fondo nazionale politiche sociali). Nel frattempo ci si è rassegnati alla distruzione del welfare che NotizieInRete e (non molti) altri hanno ripetutamente sottolineato in queste settimane. Ci si prepara a cantare vittoria nel caso il milleproproghe ripristini il 5X1000 (circa un decimo delle risorse sottratte al welfare locale). Sarà una grande vittoria, da celebrare con strette di mano e riconoscenza verso i neocampioni di sussidiarietà. Questo sarà - profetizziamo - il buon motivo perché il welfare possa festeggiare il Natale felice di essere stato impiccato. Ma, per dirla con il Ministro Tremonti, finalmente ad un albero (che diventerà) dritto. |
Cattiverie? Stava per caderci anche NotizieInRete. Il titolo - sul sito di Unioncamere, ripreso poi da altri media online - è incoraggiante: "Unioncamere, 94 mila assunzioni tra ottobre e dicembre". Andiamo avanti con la lettura e apprendiamo che sono previste 94 mila entrate e (particolare evidentemente secondario per la titolazione) 158 mila uscite, che dovrebbero portare l'occupazione nel IV trimestre 2010 a ridursi di 64 mila unità". Nulla che già non si sapesse. Diciamo che il titolo costituiva una sintesi giornalistica.
Una storia natalizia Questo articolo è uscito il 16 dicembre su "Il sole 24 ore". Nove detenuti hanno la possibilità di uscire grazie alla legge "svuota carceri". Eppure vogliono restare dentro. Lì, in carcere, lavorano. Usciti perderebbero lavoro e autonomia. Fa pensare, vero?
Luminarie di Natale Mentre cresce l'indebitamento delle famiglie, il peso del fisco, l'evasione fiscale è a livelli da record come il deficit e la disoccupazione, mentre il timone del Paese è vacante da alcuni mesi, mentre ci consoliamo dicendoci che stiamo meglio della Grecia, il terzo settore si prepara a festeggiare il Santo Natale come sotto documentato.
... anche noi ci sentiamo più buoni ... e soprattutto non rinunciamo a lavorare per costruire solidarietà sociale, che in fondo è forse il modo più vero per realizzare tutto l'anno lo spirito natalizio, come mostrano settimana per settimana le notizie dalla rete. Proprio per questo, anche se quest'anno la retorica natalizia rischia di risultare più fastidiosa del solito, buon Natale e auguri per un felice 2011 NotizieInRete ritorna con l'annuario a gennaio. |
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