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NotizieInRete 152 - 21 dicembre 2009 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

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Numero speciale natalizio con uno speciale sul seminario "Imprenditori sociali nel mondo": l'inizio di una riflessione di Idee in Rete sulle possibili collaborazioni tra cooperazione sociale e cooperazione internazionale allo sviluppo. 

E poi un racconto natalizio, per capire se siamo diventati tutti più buoni.


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Auguri con racconto natalizio 16/12, Roma: Imprenditori sociali nel mondo

Per un Paese che, affranto dalla crisi, si sta richiudendo in sé stesso e sta rischiando di perdere il senso di umanità. Usa il crocifisso come una spada e dimentica i più elementari principi di solidarietà. Però non mancano inaspettate generosità e talvolta anche eroismi. Con l’augurio di un Natale più colorato possibile che spazzi via ogni lugubre White Christmas. Con l’augurio che i cooperatori non si dimentichino che dietro l’operatività quotidiana vi è la costruzione di una società coesa e solidale.


La storia è abbastanza nota. Si tratta di una famiglia di extracomunitari, una di quelle che non riesce a stare fuori dai guai. Pur assai anziano, a causa di un innalzamento dell’età pensionabile, lui, un falegname, aveva dovuto lavorare all’estero parecchi anni e solo da pochi mesi era tornato in patria. Ed erano iniziati i problemi. 

 

Benchè i potenti di allora fossero dediti a baccanali e amassero le danze dei sette veli fatte da giovani ragazze, le leggi si ergevano a strenua difesa della famiglia; bene, con alcuni semplici calcoli, vi fu chi mise in dubbio la virtù di sua moglie, che risultava in stato interessante. A chi gli chiedeva perché non la ripudiasse rispondeva con una strana storia farneticante. Probabilmente era pazzo, sempre che questo suo insistere sui “sogni” non rivelasse una doppia diagnosi. Insomma, le alternative erano lapidare lei e fare un TSO a lui, oppure calare un velo pietoso e lasciar stare. Si concluse che in fondo si trattava di due poveracci, per cui con un residuo senso di umanità si scelse di far finta di niente, sperando che da quel punto in avanti rigassero dritto.

 

Non era finita. La maggior potenza planetaria del tempo adottava una politica imperialista nei confronti del medio oriente e inolte i cittadini erano vittima di imposizioni burocratiche che li obbligavano a vagare da una parte all’altra per essere a posto con i documenti. Fatto sta che i giorni si compirono mentre la famigliola era fuori dalla propria terra. Tra un cartello “non si affitta a galilei, samaritani e fenici” e varie diffidenze degli abitanti locali verso gli stranieri, anche trovare un misero riparo fu, a quanto sembra, una vera avventura. La storia non ci dice precisamente se ciò avvenne grazie ad un’occupazione abusiva, se si trattò di locazione con canoni che gridano vendetta, come talvolta avveniva nei confronti degli stranieri, o di atto di solidarietà di qualche eccentrico; va detto, ad onore della popolazione locale, che, forse per naturale tenerezza nei confronti dei neonati, qualche pacco alimentare venne offerto in dono dagli abitanti del luogo poco dopo la nascita del piccolo.

 

I guai continuavano. Per non meglio precisate esigenze di ordine pubblico, pochi mesi dopo vennero disposte misure inumane che colpivano direttamente i bambini più piccoli in modo indiscriminato. Come avvenne la “soffiata” non è ben chiaro – il falegname tirava di nuovo in ballo storie farneticanti – fatto sta che la famigliola di extracomunitari riuscì a partire in fretta e furia prima che accadesse il peggio.

 

Al confine non fu facile. Oltreconfine stavano discutendo una legge che respingesse alle frontiere chi tentava di entrarvi. Certo, visto il motivo dell'espatrio, vi erano tutti gli estremi per ottenere lo status di rifugiati, ma se la nostra famigliola fosse stata respinta indietro, non era così detto che vi sarebbero state le condizioni per ottenerlo. Del caso si discusse a lungo, anche perché Oltreconfine i compaesani della famigliola avevano lasciato un pessimo ricordo. C’era chi sosteneva che il Re Erode forse era un po’ eccentrico, ma che comunque vi era un accordo con lui per rispedire indietro tutti quei pezzenti. D’altra parte vi fu la ferma opposizione di alcune associazioni umanitarie e alla fine, grazie al fatto di essere un buon artigiano, il falegname riuscì ad ottenere un permesso di soggiorno e, almeno per un po’, le cose filarono lisce.

 

Sul fatto che in quella famiglia non sapessero tenersi lontano dai guai vi sarebbe molto da scrivere, tanto è vero che sia il bambino sia suo cugino fecero una brutta fine. Predicatori estremisti, secondo i documenti delle autorità. Ma questa è un’altra storia.

 


 

Come di consueto NotizieInRete diminuisce le proprie pubblicazioni nel periodo natalizio. E' previsto il "Numero di Capodanno" con i principali eventi del 2009 e poi la ripresa delle normali pubblicazioni a partire da lunedì 11 gennaio. Auguri a tutti!

Si è tenuto a Roma il 16 dicembre il seminario Imprenditori sociali nel mondo, organizzato da Idee in Rete, ASVI e L2L. Oltre una settantina i presenti, tra dirigenti di Idee in Rete e di ASVI, corsisti e alti membri di organizzazioni di terzo settore.

Gianfranco Marocchi, presidente di Idee in Rete ha ripercorso la vocazione della cooperazione sociale, che va rintracciata in un grande progetto di cambiamento della nostra società, verso ideali di solidarietà e di coesione.
Storicamente ciò ha significato lavorare per abbattere le barriere che escludevano cittadini nel nostro Paese, ma oggi, raggiunta la maturità, può mettere a frutto la propria esperienza anche in altri paesi, in collaborazione con le organizzazioni che già operano nel settore.

Marco Crescenzi, presiente di ASVI ha proposto un bilancio dei punti di  criticità che devono essere affrontati nella cooperazione allo sviluppo, ipotizzando quindi un concorso di forze diverse, tra cui l'impresa sociale.
Marco Crescenzi si è poi soffermato su diverse vie per cooperare allo sviluppo, da quelle sviluppate dal "filantrocapitalismo" ad esperienze dal basso come quella di ex corsisti ASVI che hanno costruito interventi di successo in altri paesi. (vedi slide)

Si sono pori raccolte interessanti esperienze da parte di Cinzia Giudici del COSV e di Filippo Addarii, che hanno messo in luce come la collaborazione tra ONG e imprese sociali sia, in diverse parti del mondo, in fase di sperimentazione.
Lo stesso messaggio è arrivato da Francesco Petrelli, presidente di Ucodep, ONG che si occupa di sviluppo locale e cooperazione decentrata; sono emersi esempi di collaborazione sia nelle azioni di sviluppo, che in tentativi di rafforzare il welfare locale in altri paesi.

David Bornstein è intervenuto via Skype mettendo in luce punti di forza e criticità negli interventi di cooperazione allo sviluppo.
Molti esempi sono stati ispirati dalla sua esperienza di  collaborazione con il premio nobel Muhammad Yunus e la Grameen Bank, banca che opera attraerso microprestiti alle popolazioni povere locali senza richiedere garanzie e garantendo così il loro accesso al credito

Questi contenuti sono raccolti anche nel suo libro How to Change the World recentemente pubblicato.

Luigi Piccoli, presidente del consorzio Leonardo di Pordenone, socio di Idee in Rete, ha raccontato l'esperienza di Cooperninos (vedi foto).
Si tratta di un un progetto promosso da Leonardo a Quito in Ecuador, che mira a sostenere attività a favore dei minori e delle loro famiglie e a coinvolgere operatori locali,  giovani, persone disoccupate o con lavori precari in azion di imprenditorialità sociale o di microcredito.

Dario Parisini, presidente del consorzio Interland di Trieste, altro socio di Idee in Rete, ha raccontato una esperienza di cooperazione con il Montenegro.

Partendo dal sostegno offerto per lo sviluppo di una impresa di comunità con donne di etnia Rom, si è avviata un'azione di supporto e consulenza alle autorità locali per introdurre una normativa basata sul modello delle cooperative sociali italiane. (vedi slide)

Ha chiuso gli interventi Marco Traversi, rappresentante italiano di L2L, e protagonista di azioni di cooperazione con divesi paesi dell'Est Europa.

Gianfranco Marocchi e Guido Polini hanno spiegato i motivi del partenariato tra Idee in Rete e ASVI: ASVI si dota un partner di imprenditorialità sociale per le proprie iniziativive di formazione manageriale e Idee in Rete è interessata a contribuire a far crescere una generazione di dirigenti del terzo settore che conosca e collabori con Idee in Rete.

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