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Il 15 gennaio 2019 il presidente di Idee in Rete Marco Gargiulo, insieme a Euricse ha incontrato il presidente della Camera Roberto Fico. Questo importante appuntamento nasce dal lavoro comune svolto insieme ad Euricse e a Welfare Oggi che ha portato prima alla pubblicazione di un dossier sulla rivista diretta da Gianfranco Marocchi e poi alla realizzazione dell'importante convegno "Territori accoglienti" nel novembre 2018 a Trento, con la presenza di più di 300 operatori. In estrema sintesi, il contenuto di questi appuntamenti, meglio sviluppato anche in questo articolo di Marco Gargiulo e Gianfranco Marocchi, è che sia possibile un modello di accoglienza solidale con le persone accolte, ma anche vantaggioso per i territori e le comunità che accolgono. Ciò avviene in tante esperienze italiane in cui aree e borgate spopolate, con economie fragili e servizi essenziali non più sostenibili, hanno ritrovato nuova vita grazie all'inclusione dell'accoglienza nelle politiche di sviluppo del territorio. Quando ciò avviene i territori e le loro economie rinascono e la coesione sociale si rinsalda. Si riporta di seguito la traccia dell'intervento che Rete Marco Gargiulo ha tenuto di fornte al presidente Fico.

Scenario alla luce dell’applicazione della L. 132/2018

Come soggetti del terzo settore e, in particolare, come imprenditori sociali che in questi anni hanno lavorato per costruire, insieme alla comunità, percorsi d’integrazione e inclusione sociale veri, sostenibili e compatibili, sia con i bisogni delle persone accolte e sia con le esigenze dei territori accoglienti, esprimiamo forti riserve verso una norma che:

  • rende più complesso il riconoscimento dello status di rifugiato;
  • allunga il periodo di permanenza nei Centri per il rimpatrio e negli hotspot;
  • riduce la possibilità di accesso ai progetti di integrazione sociale ai soli titolari di protezione internazionale e minori non accompagnati, spostando il sistema SPRAR in un ambito di residualità;
  • restringe sensibilmente l’offerta dei servizi offerti nei CAS.

Il terzo settore, che per sua mission non agisce in regime di restrizione delle libertà, teme che l’applicazione rigorosa di questa norma possa produrre, concretamente, una significativa riduzione degli spazi di azione per lo sviluppo di percorsi d’inclusione sociale e di cittadinanza attiva dei cittadini migranti, come quelli finora sperimentati.

 

Come operiamo: l’interdipendenza tra pensiero e azione.

Le riflessioni e le proposte che il Consorzio Idee In Rete pone nascono, dunque, dal lavoro che centinaia di operatori svolgono nei territori e dal tentativo di elaborare un pensiero a partire dalla prassi e dall’esperienza, un pensiero aperto all’analisi puntuale, al confronto e alla critica e, per questo, non ideologicamente predeterminato. La nostra azione è continuamente rinnovata dalla ricerca di senso rispetto a quello che facciamo con e per le persone. Operiamo nella convinzione che la conoscenza genera sviluppo e, per questo, investiamo nella relazione con i luoghi del pensiero, con il mondo della ricerca e con l’Università. Questa relazione supporta la comprensione della realtà in cui siamo chiamati a operare, per agire nell’interesse della persona e delle comunità con le quali lavoriamo.

 

Cosa chiediamo: le istanze

Nel rinnovare la nostra disponibilità a dedicare tutto il know how che possediamo per offrire soluzioni che consentano di gestire i flussi migratori in arrivo nel nostro paese, nel rispetto della dignità dei migranti e della sicurezza delle comunità in cui sono accolti, attraverso percorsi di accoglienza diffusa e progetti di integrazione lavorativa e sociale, chiediamo che:

  1. non cessi il dibattito e non sia mortificato il confronto all’interno di una mera contrapposizione ideologica ma che, piuttosto, si possa costruire un rinnovato rapporto di reciprocità tra istituzioni, servizi, operatori e beneficiari;
  2. si faccia una verifica seria e puntuale di quello che si è realizzato in questi ultimi anni, soprattutto dall’entrata in vigore della L. 142/2015, comparandolo con gli effetti prodotti dall’applicazione dell’attuale L. 132/2018.
  3. a partire dal libro bianco dell’accoglienza e sfruttando il lavoro di ricerca del nostro network, si possa promuovere una sorta di “osservatorio istituzionale”, con un’impronta chiaramente tecnica e scientifica, che veda nel Parlamento il punto di riferimento e il luogo di confronto più alto dove condividere l’analisi dell’osservazione basata sulle evidenze oggettive.

 

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