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Savona. Comunità e prossimità sono i due concetti alla base del progetto intrapreso, da qualche anno, dalla Cooperativa Solida del consorzio "Il Sestante" di Savona e che ha portato, nelle scorse settimane, all'inaugurazione dell'Ostello "Le Stuoie" ad Albissola Marina. L'ostello è, però, solo un tassello di un complesso mosaico di collaborazioni e sinergie tra vari soggetti che condividono una stessa "vision" e che ha portato ad avviare più progetti. A fianco all'Ostello, infatti, sono nati, nel tempo, Laboratori di Prossimità "Papa Francesco" e Casa Famiglia "Benedetta Rossello". L'idea nasce nel dicembre 2013 quando, l'Istituto Figlie della Misericordia affida la struttura - dove poi sorgeranno le attività - alla Caritas di Savona, espressione diretta della Chiesa locale per la testimonianza della carità, per un servizio innovativo a favore delle persone povere. Nel maggio 2015 nasce, come primo passo, la Casa Famiglia "Benedetta Rossello", una attività di accoglienza per nuclei famigliari in condizione di disagio sociale e relazione, in condizione di emergenza abitativa dovuta allo stato di disoccupazione animata dalla comunità di famiglie Éleos. La specificità del progetto prevede che due nuclei condividano quotidianamente gli spazi con gli ospiti accolti favorendo così un contesto famigliare ed offrendo un contenitore affettivo e relazionale nel quale riprendere slancio, energie e speranza per una vita in autonomia. Il passaggio successivo, dopo una lunga gestazione, è quello dell'Ostello Le Stuoie situato nel cuore del caratteristico centro storico di Albissola Marina. In sinergia con tutti i soggetti coinvolti, l'attività parte nell'estate 2017 ed è gestita dalla Cooperativa Sociale Solida, una cooperativa sociale di inserimento lavorativo. Solida, cooperativa di tipo B, nasce nel 2005 dalla volontà dei soggetti che, qualche anno prima, avevano creato il Consorzio "Il Sestante" con la finalità di rispondere a bisogni diversi rispetto a quelli perseguiti attraverso le cooperative di tipo A e che oggi consente a circa 30 soggetti fragili di trovare una collocazione lavorativa. I Laboratori di Prossimità "Papa Francesco" che nascono grazie ad un progetto CEI 8xmille presentato nell'anno 2014 rappresentano l'ultimo tassello del progetto. I laboratori nascono da una analisi del contesto fatta nel 2013. La progressiva e costante chiusura dei siti industriali sul territorio della provincia di Savona non è stata controbilanciata dallo sviluppo di altri settori e il commercio e il turismo non si sono poi dimostrati sufficientemente sviluppati per assorbire i fuoriusciti dal mercato del lavoro del settore industriale. A quattro anni dalla progettazione purtroppo la situazione è andata peggiorando tanto che la Provincia di Savona è stata recentemente riconosciuta dal Ministero dell'Economia "area di crisi complessa". In questo quadro complesso un'esperienza come è quella dei "laboratori di prossimità", potrebbe essere stimolante ed innovativa. Un tempo e uno spazio "sociale" nel quale le persone disoccupate possano ritrovare senso e dignità per il proprio vivere spesso minato dall'incertezza e dall'impossibilità di lavorare è, senza dubbio, una possibilità notevole. L'obiettivo dei laboratori di prossimità "Papa Francesco", nello specifico, è quello di offrire occasioni di formazione, diminuire il senso di insicurezza e spaesamento che si prova in seguito alla perdita del lavoro ed ostacolare i conseguenti processi di esclusione sociale che coinvolgono i singoli e famiglie accolte. Attraverso le attività (la ceramica, il cucito, la piccola falegnameria e la trasformazione dei prodotti agricoli), i laboratori si prefiggono l'obiettivo di creare ponti tra settori lavorativi del territorio come l'artigianato e il commercio coinvolgendoli nella parte formativa del progetto. La gestione di ogni laboratorio, anche questo un elemento dirimente, è affidata ad esperti e professionisti (singoli, associazioni, cooperative) che, con continuità o a progetto, prestano la loro competenza e professionalità per animare l'attività del laboratorio stesso: così alla Cooperativa Sociale Agricola Ortocircuito, nata per favorire l'inserimento lavorativo delle persone appartenenti alle fasce deboli, attraverso il recupero dei terreni incolti, è stata affidata la gestione del laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli, all'Associazione ceramisti di Albissola, attraverso l'alternarsi di diversi artigiani, l'animazione del laboratorio di ceramica, mentre il laboratorio di falegnameria è organizzato da una squadra formata da due giovani "mastri" e una restauratrice ed infine il laboratorio di cucito è affidato alla guida di un giovane sarto senegalese accolto presso uno dei nostri centri di accoglienza . A fianco dei professionisti, che svolgono di fatto il ruolo di tutor formativi, operano gli educatori della Fondazione Diocesana Comunità Servizi onlus, ente gestore della Caritas diocesana, che hanno il compito di sviluppare nuove reti con i servizi del pubblico e del privato sociale, monitorare e accompagnare gli inserimenti, e soprattutto elaborare, insieme con gli ospiti, progetti di reinserimento e inclusione sociale, con particolare riferimento alla casa e al lavoro. La nascita e lo sviluppo di una laboratorio formativo non può che fondarsi sulle relazioni corte che si instaurano innanzitutto tra gli operatori, partner, tutor, volontari e ospiti del servizio. Un percorso lungo e importante che testimonia come il lavoro di comunità, la creazione di reti intorno ad idee e progetti possa rappresentare un valore aggiunto notevole e capace di attivare percorsi virtuosi.

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