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I
materiali del Seminario "Le reti di imprese sociali e l'innovazione" -
Napoli, 18 - 19 novembre 2004
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18 novembre,
Costruire la rete
Relazione
di apertura di Gianfranco Marocchi |
"Per
gestire, l’interazione è un costo insostenibile o, al più, un
grazioso complemento, quando ce lo si può permettere. Per innovare è
una necessità irrinunciabile e strategica."
"Siamo
un consorzio di cooperatori liberi, saldi nei valori, profondamente laici
nel lavorare per realizzarli." |
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18 novembre,
Tracce per i gruppi
di lavoro |
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Gli
strumenti finanziari per lo sviluppo del sistema (Giovanni Vertucci,
Banca Intesa; Michele Caruso)
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Gli
strumenti assicurativi per le imprese sociali e per i destinatari dei
servizi (Gianni Fortunati, Caes)
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Le
politiche attive del lavoro: mediazione, articolo 14, inserimento
lavorativo (Mario Conclave, Italia Lavoro; Massimo Novarino); presente
su sito lo schema
di relazione di Massimo Novarino;
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Cooperazione
sociale e integrazione sociosanitaria: esperienze, progetti, idee
(Mario Monge, Solco Roma; Loretta Giuntoli)
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La
tecnologia al servizio della rete (Davide Gorini); presente sul sito
anche la sintesi del gruppo di lavoro;
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L’Europa
come opportunità di innovazione (Paolo Ferraresi, Giancarlo
Cacciapuoti)
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19
novembre, La rete per l'innovazione
Relazione
di Gianfranco Marocchi |
"Per
questo stiamo qui proponendo un’etica dell’innovazione,
individuando in ciò una mission specifica della cooperazione
sociale; innovazione è capacità di farsi carico dei bisogni sociali oggi
insoddisfatti, di quelli appena percepiti e non ancora codificati,
individuare concrete possibilità di realizzare un tassello del benessere
sociale oggi non ancora presente."
"Spesso
si è a questo proposito ritenuto che le reti debbano operare trasferendo
modelli eccellenti. Ritengo che questa affermazione non colga lo spirito
con cui noi abbiamo iniziato a lavorare. Trasferire un modello significa
dire «Abbiamo elaborato il modello eticamente e imprenditorialmente
vincente; adottalo anche tu»; noi diciamo invece: «qui ci sono delle
risorse: sono a tua disposizione perché tu possa utilizzarle e sviluppare
innovazione; le risorse che a tua volta svilupperai sono a disposizione
mia e di tutti gli altri». Il
primo approccio è proprio di una concezione centralistica e
monopolistica, basata sul controllo; il secondo è un genuino modello open
source, per usare una terminologia informatica; si basa sulla fiducia
e sull’accrescimento cooperativo. |
«...
Penso che dovremo darci un tempo – penso ad un medio periodo, due anni – per
ritrovarci a fare un bilancio molto concreto su quanto detto oggi.
I
confini della rete saranno gli ambiti di mutualità e condivisione che, nei
fatti, da oggi in avanti saremo stati in grado di costruire. I confini concreti
della rete saranno proporzionali a quanto, reciprocamente, avremo investito in
interazione.
Quante
cooperative e consorzi avranno messo a disposizione della rete una informazione
rispetto alla loro attività imprenditoriale?
Quanti
avranno ricercato nella rete informazioni utili alla propria attività
imprenditoriale?
In
quanti casi sarà accaduto che una cooperativa o un consorzio avranno
sviluppato, modificato, riorientato o intrapreso una attività grazie alla
interazione con altre cooperative o consorzi della rete?
In
una parola, a quanti bisogni maggiori e diversi avremo risposto grazie anche al
fatto di essere inseriti in un sistema?»
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